
Chissà se Luigi da Porto, capitano vicentino del Cinquecento, avrebbe mai immaginato che la sua novella d’amore sarebbe diventata un fenomeno globale. Probabilmente no. E chissà se avrebbe pensato che, secoli dopo, milioni di persone avrebbero fatto la fila – pagando anche 12 euro – per affacciarsi a un balcone che con la sua storia non c’entra nulla.
Ma tant’è: grazie a William Shakespeare l’amore impossibile ha trovato casa… a Verona.
Il problema è che si tratta di una casa inventata.

Il famoso balcone di via Cappello 23 è stato aggiunto negli anni Trenta per rendere la scena più romantica, e la statua di Giulietta – il cui seno viene toccato a scopo scaramantico da generazioni di turisti – appartiene più al folklore che alla storia. Tutto molto suggestivo, certo, ma anche un falso storico
Lo stesso vale per la presunta tomba di Giulietta, nell’ex convento di San Francesco al Corso. Un luogo affascinante, intimo, oggi persino utilizzato come romantica location per matrimoni. Peccato che la “defunta” non sia mai esistita. O meglio: è esistita, ma non lì.

A ricordarcelo, con un certo humour britannico, è stato di recente il Telegraph, che ha definito il balcone di Giulietta «il sito turistico più deludente del mondo», piazzandolo in cima alla classifica delle attrazioni europee più pacchiane da evitare. Non tanto perché è fiction, ma perché ora la fiction è pure a pagamento.
https://www.telegraph.co.uk/romeo-and-juliet
La verità, quella documentata, porta lontano da Verona e conduce in Friuli, tra Udine e la Riviera friulana. La vera Giulietta si chiamava Lucina Savorgnan, nobile friulana. Il vero Romeo era Luigi da Porto, che si innamorò di lei nel 1511 durante una festa di Carnevale a Udine. Un amore impossibile, ostacolato dal destino, dalle rivolte, dalla guerra e da una grave ferita che rese Luigi semiparalizzato.

Lucina sposò un altro uomo. Luigi, distrutto, si ritirò nella sua villa vicentina e scrisse una novella dedicata a lei, cambiando nomi e luoghi. Da lì, qualche decennio dopo, Shakespeare fece il resto. Il mito era servito.
Insomma: il balcone di Verona continuerà a fare il suo mestiere e ad attirare turisti da ogni angolo del pianeta. Ma forse è arrivato il momento di guardare anche altrove, verso Ariis di Rivignano ,Villa Ottelio Savorgnan e il fiume Stella.

Meno selfie, più storia. E magari anche più verità. Ida donati

