• Gio. Mag 23rd, 2024

Il ‘lockdown’ non frena i progetti all’aviosuperficie ‘Lualdi’ a Rivoli di Osoppo (Ud)

Velivoli d’oltralpe e alianti a elettrici pronti ad animare il piccolo aeroporto friulano

Zona relax dell’Aviosuperficie Avro di Rivoli

La cultura del volo al centro dell’attività della Fondazione ‘Lualdi’

È tutto pronto in attesa che la situazione rientri nella normalità e si allentino le restrizioni dell’emergenza sanitaria anche all’Aviosuperficie ‘Lualdi’ di Rivoli di Osoppo (Ud). La prima pista in asfalto di 500 m, accanto a quella originaria su fondo erboso, che gli appassionati del volo incontrano in Italia dopo avere superato le Alpi e provenendo dal centro e nord Europa. Al momento sono consentiti soltanto i voli necessari per la manutenzione dei velivoli, ma quando il Friuli Venezia Giulia ritornerà nella zona arancione, poi in quella gialla e ai piloti sarà possibile effettuare gli spostamenti necessari, il piccolo aeroporto friulano ricomincerà a essere uno dei punti di riferimento per la valorizzazione della cultura del volo. Che è l’obiettivo per il quale è stato potenziato per volontà di Gabriele Lualdi, presidente della Fondazione ‘Lualdi’, il sodalizio al quale è deputata la gestione della struttura e che egli ha istituito di concerto con la sorella Carla per ricordare il padre, Gabriele Lualdi, pioniere del volo, imprenditore e inventore tra l’altro del primo elicottero italiano.La disponibilità dei nuovi hangar per il ricovero dei velivoli, la sinergia con la scuola di volo a vela ‘Fly & Joy’, di Premariacco(Ud), la possibilità di fare rifornimento di carburante nel distributore situato accanto alla clubhouse, pure ampliata e adeguata allo sviluppo dell’aviosuperficie, sono alcuni degli elementi che ne fanno una tappa ineludibile per gli aviatori che amano ammirare dall’alto le bellezze paesaggistiche del Friuli Venezia Giulia e del nordest. Ma anche per i sempre più numerosi appassionati del volo che arrivando dall’estero scendono a Rivoli di Osoppo per poi spostarsi con altri mezzi lungo la penisola italiana, per diporto, ma anche per lavoro. All’aviosuperficie ‘Lualdi’ fanno ormai base stabilmente anche velivoli austriaci e i primi esemplari di aliante elettrico. Un velivolo innovativo che essendo dotato di un motore elettrico alimentato a celle solari, può decollare e librarsi in volo autonomamente senza la necessità di essere trainato in volo da un velivolo a motore. Per poi spostasi sui cieli della regione sfruttando le correnti ascensionali e le termiche che soprattutto nella zona alpina e pedemontana, ma anche sulle coste della Riviera friulana non mancano, per la gioia dei volovelisti. Si tratta di un’opportunità importante per sviluppare la cultura del volo, perché rende più sostenibile la pratica del volo a vela, e permettendo di abbattere i costi rende autonomi i volovelisti, che sono così in grado di non dover attendere il traino di un velivolo a motore per effettuare il decollo.

L’ufficio stampa

Ida Donati

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