• Mar. Giu 25th, 2024

Il Pordenone

Osservare da vicino opere  d’arte come quelle della Mostra Il Rinascimento di Pordenone non capita spesso qui in Friuli  e soprattutto  Sapere che il nostro Friuli ha generato uno dei Maestri della pittura del Rinascimento italiano, ha acceso ancor di più la mia curiosità, tanto, che seppure nell’ultimo giorno di apertura, non mi sono voluta perdere la mostra Il Rinascimento di Pordenone, allestita alla galleria d’arte moderna del capoluogo della Destra Tagliamento. 

Curata da Vittorio Sgarbi e Caterina Furlan. Nelle prime stanze della esposizione si riesce ad avere una chiave di lettura dell’epoca dell’artista, Giovan Battista de Sacchis, detto il Pordenone. 

La cura delle proporzioni, le espressioni dei protagonisti, l’attenzione a dettagli come gli sfondi del paesaggio o il contesto nel quale raffigura le scene stabilite, abbiano fatto scuola a partire dal ‘500. 

L’uso dei colori, sapiente come la scelta dei materiali che ancor’oggi ci consentono di apprezzare la ricchezza policroma delle tele del Pordenone. E ci fanno intuire perché le sue opere siano distribuite in Italia e nel mondo, e rappresentino una pietra miliare della storia dell’arte. 

Che Il Pordenone sia stato un caposcuola, l’aveva ricordato alla inaugurazione Vittorio Sgarbi. Facendo notare come tanta era la maestria dell’artista friulano, da riflettersi nelle tele del Tiziano, del Tintoretto. Uno stile alto, per la qualità delle immagini e delle scene che riesce a raffigurare, che lo inserisce tra i grandi della pittura italiana, come Giorgione, Lotto, Bassano. 

Ma che l’occasione della mostra fosse ghiotta, è stato confermato dalle ultime due stanze della esposizione. Che, dopo tanto splendore di colori e lo sfarzo di tele e pale di grandi dimensioni potevano sfuggire al visitatore meno attento. Anche in questo caso è venuta in aiuto la fortuna. 

Una delle guide del museo mi ha invitato a guardare da vicino quei disegni, in parte opere a se stanti, in parte bozzetti per tele di grandi dimensioni. 

Reperti introvabili, salvo, andare ad ammirarli, d’ora in poi, nuovamente al Louvre a Parigi o al British Museum di Londra. Queste ricchezze, per una volta, le abbiamo potuto ammirare a due passi da casa…Ida Donati  

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