• Mer. Feb 28th, 2024

LA TRADIZIONE ENOGASTRONOMICA TOSCANA SALE SULLA COLLINA FRIULANA PER L’ANNUALE APPUNTAMENTO DEL GUSTO

DALLA RIBOLLITA ALLA FIORENTINA AI CANTUCCI DELL’ALTA CUCINA SPOSATI CON I GRANDI VINI DELL’ETRURIA A LA TAVERNA DI COLLOREDO DI MONTE ALBANO (UD)
Ci sono appuntamenti che sono ormai entrati nella consuetudine di gourmet, appassionati, curiosi del gusto. E che scandiscono le stagioni dei sapori. E assieme a essi, i luoghi dove si sviluppano divengono automaticamente icone del buon gusto e dell’alta cucina. Colloredo di Monte Albano (UD), che si sviluppa alle pendici del castello dei Colloredo Mels del 1300, proprio dove anticamente si trovavano le serre del maniero, accoglie un locale, stellato da decenni, che Piero e Matilde Zanini valorizzano fin dalla fondazione quale laboratorio dei sapori. Da oltre un decennio, alla fine dell’inverno, all’approssimarsi della bella stagione, prima di aprire lo splendido terrazzo affacciato a Sud Est ai colli morenici, dedicano una giornata alla cucina e ai grandi vini toscani. I piatti sono evidentemente d’alta cucina. A cominciare dall’entrée, un gustosissimo flan ai broccoli e al pecorino toscano. Servito con un fresco spumante Franciacorta. Seguito dalla Ribollita, una pietanza che fa parte del repertorio della cucina povera toscana, perché si tratta di una minestra di verdure e pane, che veniva riscaldata ripetutamente, per poter essere consumata da tutta la famiglia. Un piatto povero di ingredienti, al quale lo chef de La Taverna ha saputo regalarle il top dei sapori. La giusta piccantezza, l’azzeccata croccantezza ai dadolini di pane raffermo. Un retrogusto delicatamente speziato. L’abbinamento con il vino scelto da Piero Zanini è stato con un equilibrato Rosso Toscano, Sassoalloro 2009 Biondi Santi. Ed ecco la ‘ciccia’, la Fiorentina. Con le patate al forno. Una cottura equilibrata, la materia prima d’eccellenza che non rilascia liquidi nel piatto. Per la regina del convivio una scelta del vino davvero importante, di vent’anni: un morbido Chianti Classico Bellavista Castello di Ama, del 1993. Per ‘sdrammatizzare’ il prosieguo della degustazione e riportare il palato verso il meritato riposo del dolce, un elegante sorbetto ai frutti di bosco. E, per finire, i dolcetti mignon toscani, dai cantucci, alle mandorle, alle spumiglie con i frutti di bosco. Con l’immancabile ed etereo Vin Santo di Rocca delle Macie, di Sergio Zingarelli.
Carlo Morandini