C’è un luogo, a Sedegliano, che si scopre quasi per caso.

Dietro la chiesa, nel cuore del paese, due piccoli viali erbosi conducono a una grotta raccolta e silenziosa. Qui si trova una copia della Madonna di Lourdes, realizzata intorno al 1930 dallo scultore vicentino Egisto Caldana, oggi scomparso, su incarico dell’allora parroco don Gattesco.
A confermare la presenza e l’importanza dell’opera è anche una fonte storica: un articolo pubblicato su L’Avvenire d’Italia del 10 febbraio 1939, che documenta la benedizione della statua e della grotta.

L’inaugurazione, inizialmente prevista per l’11 febbraio, viene rinviata al 3 marzo 1939 in segno di lutto per la morte di Papa Pio XI.
Accanto alla storia documentata, prende forma anche un racconto che mi è stato riferito dal poliedrico signor Martin, residente del luogo.
Si narra che lo scultore, per il volto della Madonna, si ispirò a una bambina del paese, Elvira Tessitori, che in seguito intraprese la vita religiosa con il nome di Suor Miriam, oggi scomparsa.
La memoria arriva dalla famiglia Tessitori: Martin la apprende dalla figlia di Giovanni Tessitori, che ricorda come il padre raccontava spesso che lo scultore si era ispirato proprio al volto della sorella Elvira, allora bambina.
Una testimonianza che affianca la documentazione storica, restituendo un legame diretto tra l’opera e la comunità.
La grotta si trova dietro la chiesa, nel centro del paese: si raggiunge dalla piazza o dalla via adiacente, percorrendo due piccoli viali erbosi che conducono a questo spazio raccolto e silenzioso.
Martin suggerisce anche il momento migliore per visitarlo: la mattina presto, quando la luce dell’alba accarezza il volto della Madonna e lo rende ancora più espressivo.
In quell’istante, la grotta non è solo un luogo di devozione.
Diventa uno spazio sospeso, dove storia e memoria continuano a incontrarsi. Luoghi così non si spiegano. Si incontrano.
Ida Donati
foto di Ida Donati
