• Mar. Lug 23rd, 2024

AGRICOLTURA: ASSESSORE VIOLINO, MARCHIO TIPICAMENTE FRIULANO E MARCHIO AQUA OCCASIONE PER RILANCIARE L’ECCELLENZA FRUTTICOLA DELLA RIVIERA FRIULANA

EFFICACE CONVEGNO NELL’AMBITO DELLA 53. MOSTRA REGIONALE DELLE PESCHE DI FIUMICELLO, SULLA GREEN ECONOMY DI CASA NOSTRA
La filiera delle pesche del Friuli Venezia Giulia, che ha per capitale Fiumicello, nel cuore rurale della Riviera Friulana, fa parte integrante del sistema agroalimentare della nostra Regione. Ha radici che si fondano nel passato e possibilità di sviluppo legate alla remuneratività del prodotto, che si sta affermando grazie al perseguimento della qualità. E’ quanto emerso in occasione della 53. Mostra regionale delle pesche, nel corso di un convegno organizzato dal Comune di Fiumicello per valorizzare, come ha detto il sindaco, Ennio Scridel, il frutto simbolo della tradizione di questa terra, nel corso del convegno Tipicamente Friulano e la green economy – Grandi opportunità in agricoltura, concluso dall’assessore regionale alle Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali, Claudio Violino. Le assise, moderate dal vicepresidente nazionale dell’UNAGA, l’organizzazione italiana della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio, Carlo Morandini, il quale ha ricordato in apertura l’esperienza di agricoltura sociale vissuta negli anni ’60 e ’70, in quella che ora è l’azienda Servadei dell’Università friulana, a Udine, quale primo esempio locale di green economy, hanno permesso di sviluppare un focus puntuale molto seguito e apprezzato dal numeroso e qualificato pubblico presente. Il convegno, anche quest’anno era stato ideato da Sergio Boschian, agronomo, già tecnico dell’ERSA. Dopo i saluti del sindaco, Scridel, che ha sostenuto l’importanza di un lavoro di rete tra le realtà del territorio, e del vicepresidente della Provincia di Udine e assessore all’agricoltura, Daniele Macorig, il quale ha spiegato le ragioni della positività del marchio unico Tipicamente Friulano, il professor Francesco Marangon, docente di economia agraria all’ateneo udinese ha percorso gli elementi salienti della green economy, che non si riconosce solamente tra i contenuti del Rapporto Stern del 2006, o nelle misure del Presidente degli Stati Uniti d’America, Obama, del 2009, ma si sviluppa lungo attente riflessioni. Per esempio, nel comprendere che la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) si è ridotta negli ultimi anni nel mondo quasi del 9 per cento. E ciò è accaduto anche a Fiumicello. Ove vi sono attualmente 153 aziende agricole. Spesso, nel globo, è calata per dare spazio al progresso e allo sviluppo dei centri abitati o della viabilità e non solo. In altre realtà come quella nazionale, e locale, sono scomparse piccole aziende non più in grado di rimanere sui mercati. Un calo, comunque, e fortunatamente non nel Friuli Venezia Giulia, che si riflette, dunque, altrove, sulle produzioni. E che è causa, con la contrazione delle aree disponibili, della corsa a produzioni massive, a discapito della qualità. Marangon ha citato lo studio di alcuni economisti agrari statunitensi, che sarà presentato all’Expò 2015 di Milano, che prevede per le realtà ad alta urbanizzazione le vertical farmer, le fattorie verticali: mini grattaceli nei quali, ai vari piani, sono coltivate essenze orticole o frutticole diverse. E’ poi toccato a Sergio Boschian, delegato nel FVG della Società Ortofrutticola Italiana, tracciare un quadro delle produzioni locali, che si sintetizza nella produzione soprattutto delle varietà Iris Rosso, Triestina e Isontina. Queste, come diverse altre varietà, sono state selezionate dall’agronomo locale, Pietro Martinis, tra il 1930 e il 1950. A Martinis, presente al convegno uno dei figli, è stato dedicato un volume realizzato dall’associazione culturale, La Grame, presieduta da Elisabetta Basso, e scritto da Marco Gani e Pietro Zandigiacomo. Introdotto dal vicesindaco, Claudio Pizzin. Il volume, come ha rilevato Pizzin, frutto di una meticolosa ricerca, segna una pietra miliare nella storia della peschicoltura rivierasca.
Un passaggio importante, per l’assessore Violino, che ricollega l’impegno degli agricoltori di Fiumicello mettendoli in rete con i peschicoltori dell’intero Friuli Venezia Giulia. Per una produzione che si inserisce tra le eccellenze del territorio e della regione. E che può essere da stimolo per valorizzare quella green economy che nella nostra realtà può essere rappresentata dal Tipicamente Friulano. Di recente, ha ricordato l’assessore, l’UE ha consentito al Friuli Venezia Giulia di utilizzare il simbolo della certificazione di qualità AQUA nel contesto del marchio Tipicamente Friulano. Il quale, per i consumatori, sarà il sinonimo della qualità e dell’eccellenza della nostra ruralità. Ecco per i produttori delle pesche, specialmente della Riviera Friulana, l’occasione efficace e concreta per mettersi in rete e commercializzare sotto un unico simbolo un prodotto già riconosciuto come eccellente, e facendo massa critica proporsi con successo e migliore remuneratività sui mercati. Al termine del convegno sono state premiate le aziende vincitrici del concorso. Al quale hanno partecipato frutticoltori dell’intero Friuli Venezia Giulia. E’ seguita la degustazione di alcuni piatti a base di pesce, realizzati da Gianluigi Lavia, dell’osteria Antica Casada, di Zampis di Pagnacco (UD). Dal risotto alle pesche, ai panzerotti alle pesce, ai fagottini alle pesche. All’immancabile ‘piarsolade’, la macedonia di pesche e vino. Realizzata con un vino rosso leggero. Ma, come aveva ricordato in precedenza Morandini, sarebbe stata ottima con il Clinto. Ma è molto buona con il Refosco dal Peduncolo Rosso della DOC Aquileia, con un rosato, magari dolce, o, perché non, con il Friulano. Così come con il brioso Prosecco.

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