• Mer. Feb 28th, 2024

I FONDAMENTI DELLA CUCINA TIPICA DEL TERRITORIO DELLA RIVIERA FRIULANA

LE BASI GETTATE NEL CONVEGNO ‘LEGATO AL 5.PREMIO GIORNALISTICO ‘VALERIO GHIN’ A MARANO LAGUNARE (UD)
TRE LE AREE DEI SAPORI INDIVIDUATE: DEL GRADESE, DEL MARANESE, DEL LATISANESE E DI LIGNANO SABBIADORO
IL ‘BORETO’, IL BISATO IN SPEO’, LE SEPPIOLINE IN UMIDO
Sono state gettate le basi per la promozione dell’area rivierasca domenica, a Marano Lagunare (UD), in occasione della quinta edizione del Premio Giornalistico ‘Valerio Ghin’. Nell’ormai consueto e suggestivo ritrovo della ‘Pescaria vecia’, la consegna dei riconoscimenti a Marco Buzziolo, responsabile della Redazione RAI di Udine e della trasmissione radiofonica più vecchia della RAI, ‘La Vita nei Campi’, e a Mimmo Vita, Presidente nazionale della stampa specializzata, è stata ancora una volta occasione di approfondimento sulle specificità dell’area rivierasca, compresa tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, della quale Marano, città friulana della pesca, di parlata veneta, è il baricentro. Proprio a metà strada, e … rotta lagunare, tra le più importanti realtà turistiche del Friuli Venezia Giulia e del Nord Est: Lignano Sabbiadoro e Grado. Il convegno ‘I sapori antichi della tradizione, attrazione per il turismo moderno’ ha infatti rappresentato un’ulteriore tappa per la valorizzazione delle attrattive delle tre zone a Denominazione di Origine Controllata, le DOC, che, guarda caso, corrispondendo a tre realtà a diversa vocazione enologica, coincidono con quelli che possono essere considerati i capoluoghi del turismo della Riviera friulana, delle stesse DOC e del litorale friulano: Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare e Grado. Introdotti dal Sindaco di Marano, Mario Cepile, il quale ha annunciato l’adesione del Comune a economia ittica all’Associazione culturale no profit La Riviera Friulana, i lavori si sono articolati tra relazioni accurate e testimonianze di personaggi presenti. Raccordate da Carlo Morandini, presidente de La Riviera Friulana che ha organizzato le assise, le tre relazioni di base prospettavano le carature dei piatti tipici locali. A cominciare dal ‘Boreto’ di Grado. Del quale il giornalista e ricercatore graesano, Antonio Boemo, ha tracciato le origini e le carature. Grado, grazie a Boemo, è stata la prima località rivierasca a mettere in rete i propri ristoratori proponendo a turisti, giornalisti e gourmet una vera e propria sfida a colpi di ‘Boreto’. Maria Teresa Corso, insegnante e ricercatrice maranese, ha sviluppato un excursus, quasi una ‘lectio magistralis’, sul ‘Bisato in speo’, l’anguilla allo spiedo, piatto dei casonari che il Comune della pesca sta per inserire tra le Denominazioni di Origine Comunale (DECO). La Corso, che cura una rubrica sul portale www.bisatoinspeo.it dedicata alla parlata maranese, si è soffermato sulle vicissitudini antiche che ha attraversato la cittadina rivierasca. Walter Casasola, promotore territoriale di Palazzolo dello Stella, ha individuato, tra i ricordi delle antiche frequentazioni personali delle famiglie nobili locali De Asarta e Keckler, collegate alla presenza nella riviera dello scrittore americano Ernest Hemingway, nelle seppioline in umido il piatto tipico del latisanese, dunque anche di Lignano Sabbiadoro. Garanzia della trasmissione delle carature locali e delle specificità nelle nuove generazioni è il lavoro che Angela Barbanti, insegnante dell’I.S.I.S. Bonaldo Stringher di Udine, appassionata velista, ha realizzato coinvolgendo i suoi allievi del passato anno scolastico. Oggi, già al lavoro nella ristorazione e nella ricettività fuori regione. Assieme a loro, la Barbanti ha realizzato il libro ‘La Laguna di Marano El paluo del bisato’. Claudio Lucas, medico nutrizionista dell’ADI, appassionato diportista eolico, ha soppesato la valenza salutistica di queste pietanze e della cucina di pesce. Quindi Luciano Barile, vincitore della precedente edizione del Premio, corrispondente da Colonia (D) de Il Sole 24 ore e dell’ANSA, ha ricordato le potenzialità della cucina italiana, e nel contempo di quella friulana e rivierasca, presso i gourmet e i turisti di lingua tedesca. Un mercato, quello germanico, nel quale sono completamente assenti anche prodotti tipici locali, dei quali invece, quando sono ospiti della nostra terra, essi sono ghiotti. Ciò lascia aperti spazi di mercato incredibili alle incursioni e alle contraffazioni dei marchi. Pescando tra il pubblico, Morandini ha fatto trasmettere al pubblico  da Alberto Rizzi, velista rivierasco sangiorgino, la passione e l’ammirazione per queste terre anche di chi, come lui, fin da giovanissimo, ha solcato gli oceani del mondo. Mentre Marco Buzziolo si è soffermato sull’erosione dell’ambiente naturale e dei territori rurali da parte della civiltà moderna.  Le potenzialità turistiche ed enogastronomiche rivierasche sono poi state ribadite dal Presidente nazionale della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio (UNAGA), Mimmo Vita. Il ‘focus’ dell’Associazione culturale La Riviera Friulana non poteva trascurare l’aspetto pratico della valorizzazione dei piatti locali, con la degustazione finale. Aperta dall’assaggio degli oli rivieraschi Olistella dell’Azienda Stefani, di Palazzolo dello Stella. Quindi, accanto ai vini di Ca’ Bolani, DOC Aquileia, Bortolusso, DOC Annia, Zaglia, DOC Latisana, i piatti.  Proposti dallo chef, Giorgio Dal Forno, del ristorante Ai tre canai di Marano, prestatosi, nonostante la giornata festiva quindi ‘clou’ per l’attività personale, assieme a Clia Grop, del ristorante La Tavernetta Da Aligi di Porpetto (UD), a rappresentare l’intera cucina dell’area. a tavola, tra l’altro, ‘scartossetto de gamberei’ (cartoccetto di gamberetti), orzotto con contaminazioni norcine, seppioline in umido con polenta, passato di ghiozzo con perle di crostacei e pane fritto, pane alle alghe e nero di seppia.